Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta mitologia greca. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mitologia greca. Mostra tutti i post

venerdì 17 marzo 2017

L'architetto oggi




Nell’antica Grecia i miti esemplificavano atteggiamenti dell’animo umano, vizi e virtù. Per quanto riguarda la mania di grandezza e l’ambizione divorante  era pronto il mito di Dedalo e Icaro.  Dedalo era un architetto molto famoso che non sopportava di avere dei rivali che lo superassero e avendo scoperto che suo nipote, che lavorava con lui, ci tentava lo uccise. Per non essere arrestato scappò a Creta e quivi costrui il famoso Labirinto. Poi dopo un po’ di tempo volle tornare in patria ma il re glielo impediva allora progettò e costruì delle ali di piume e cera che indossò e fece indossare al figlio ammonendolo di non alzarsi troppo in volo perchè la cera con il calore del sole si sarebbe sciolta. Il ragazzo, preso dall’ebrezza di volare non stette a seguire i suoi consigli e si librò molto in alto finchè la cera si sciolse e precipitò in mare perendovi. Perchè, vi direte, racconto questa storia arcinota ? Come dicevo all’inizio i miti nascondono verità psicologiche e il fatto che il protagonista di questo che esemplifica la volontà di potenza smodata sia un architetto è sicuramente emblematico. Come scrivevo nel mio libro L’altro architetto oggi questi professionisti si dividono in quelli che non hanno coscienza sociale del proprio ruolo e quelli che ce l’hanno. Questo si traduce in una minore o maggiore sensibilità verso i problemi di sostenibilità ecologica e sociale. Ai primi possiamo ascrivere quasi tutti i cosidetti  archistar, o perlomeno tutti quelli al servizio del capitale finanziario che i mas _media esaltano per la loro genialità. I committenti li corteggiano dopo aver contribuito alla loro fama e le loro architetture funzionano esattamente come la pubblicità : più provoca e più colpisce nella disattenzione generale e tanto più è assicurato il risultato pubblicitario. Quasi sempre puntano sullo stupire, se non   intimorire, con qualcosa di portentoso, non a caso i temi sono quelli che richiamano masse di utenti per eventi spettacolari, per inciso il concetto di massa è tipico del novecento, fiere, musei, stadi, esposizioni internazionali o in alternativa grattacieli altissimi per abitazioni di lusso. In genere queste architetture nulla hanno a che fare con il genius loci e difficilmente si integrano bene con la città preesistente, risultano invece essere interventi squilibranti che utilizzano la tecnica per ottenere risultati sorprendenti. Il grattacielo più alto in Dubai si spinge a circa 800 metri. Questo garantisce per un certo periodo l’ammirazione e il consenso dei media e di conseguenza del cittadino sprovveduto. Non a caso in genere tali manufatti sorgono soprattutto in regioni scarsamente democratiche che vogliono così mostrare la potenza della classe al potere.  Poi vi sono quelli con una buona coscienza sociale.  Walter Gropius scrisse un famoso saggio dal titolo Architettura Integrata per sostenere la necessità di una integrazione dell’architettura nella città e descrisse il ruolo pubblico dell’architetto . Questi ultimi non sono funzionali al potere finanziario perchè non aspirano a volare troppo in alto come il famoso apologo riportato all’inizio.  Sono quelli che cercano l’armonia e l’eleganza più che la esibizione narcisistica di potenza. Inseguono la bellezza e sanno realizzare progetti con cura, attenzione e amore che sono i presupposti soggettivi per ottenerla. Sono questi che salveranno il mondo quando i prodotti dei primi verranno dismessi perchè la cera delle loro ali si sarà sciolta.     

mercoledì 21 maggio 2014

La nascita della Terra


Questo dipinto di Marius Ledda si intitola La nascita della Terra ed è un olio su tela di cm 100x80.
L'ho voluto inserire nell'odierno post per sottolineare con una immagine quanto affermavo nel precedente. Il dipinto si addice inoltre allo spirito che contraddistingue il nostro pensiero ecologico: la terra è cosa viva e la bellezza nasce dal suo rispetto. Bellezza rispetto per la vita è in sintesi il concetto che noi andiamo sostenendo da anni. Non vi puo essere bellezza senza la difesa e il rispetto per la vita se con Kalil Gibran si afferma che la bellezza non è atro che la vita quando mostra il suo lato benedetto. Nel secolo scorso questa semplice verità è stata spesso dimenticata in favore dell'ammirazione per il potere della scienza e del denaro. Le antiche tradizioni che narrano  la nascita della terra come una dea con forme umane sono forse più vicine alla verità di quelle elucubrazioni scientiste sul big bang. Narra infatti la mitologia degli antichi greci, che oggi viene spesso usata dalla psicologia dell' inconscio per rappresentare forze archetipiche, che dal Caos, inteso come vuoto, nacque Gea, la Terra, poi compari Eros, l'amore che unisce, la forza attrattiva che spinge gli elementi semplici a combinarsi e via di seguito Urano, il cielo, le montagne e il mare e cosi tutta la complessità della natura. Questa visione mitico poetica viene riassunta egregiamente nel dipinto che presentiamo dove i richiami  alle culture mediterranee  e gli echi di sopite tradizioni si  sposano con la sensibilità dell'artista sciamano che unisce il fenomeno al noumeno, il visibile all'invisibile. Questa è vera Arte, e non importa se anche qualche altro artista dell'epoca cosi ha interpretato il tema perché come affermava Goethe:  non importa dire cose nuove ma cose vere.