La cosa più importante che emerge è questa: la pittura di Maurizio Spada non va letta semplicemente come pittura di paesaggio, e soprattutto non la definirei naïf o espressionista. Queste categorie rischiano di essere fuorvianti rispetto alla sua stessa concezione dell’arte.
1. La pittura è parte di una ricerca molto più ampia
Maurizio Spada è architetto, pittore e filosofo del rapporto fra uomo, ambiente, bellezza e natura. Nel 1984 fonda a Milano l'Istituto Uomo e Ambiente, con l'obiettivo di costruire una nuova cultura ambientale capace di superare la separazione fra uomo e natura e di ricercare una nuova armonia e una nuova estetica.
Questo è fondamentale per comprendere anche i suoi dipinti.
Non abbiamo, cioè, da una parte l'architetto che ragiona sull'ambiente e dall'altra il pittore che rappresenta paesaggi. Le due ricerche sembrano appartenere allo stesso pensiero.
2. Il paesaggio per Spada non è uno sfondo
Questa è forse la chiave più interessante.
Nel suo scritto dedicato all'Ecosofia, associato a un suo acquerello della Liguria, Spada parla del paesaggio come sintesi di natura e cultura formatasi nei secoli. E collega la bellezza alla capacità di entrare in relazione con il contesto ambientale e umano.
Quindi il paesaggio non è semplicemente qualcosa da osservare.
È una relazione.
E questo cambia completamente anche il modo di guardare La vela rossa: mare, terrazza, balaustra, pavimento, gatto, barca e vela non sono semplicemente elementi della composizione. Sono parti di un sistema di relazioni.
3. La sua idea di pittura è molto precisa
Ho trovato un testo di Spada del 2014 intitolato proprio La pittura. È particolarmente rivelatore.
Parte dalle pitture di Lascaux e sostiene che la rappresentazione della natura nasce da un bisogno umano antichissimo: trascendere il quotidiano ed entrare nella dimensione del senza tempo.
E arriva a una posizione molto interessante: secondo lui, l'ecologia profonda porta a riscoprire la natura anche nella pittura, attraverso mezzi semplici, come acqua e colore.
Questo rende molto più comprensibile la presenza dell'acquerello nella sua produzione: Liguria da salvare è documentato come acquerello su carta del 1993, mentre I limoni di Sergia è un acquerello 40×50.
Ma realizza anche opere a olio, come Il risveglio, olio su tela 50×70.
4. C'è poi una concezione quasi spirituale dell'arte
Questa parte, secondo me, è importantissima se vogliamo parlare della sua pittura in modo veramente profondo.
Spada scrive che la vera arte non può essere completamente rinchiusa nelle categorie della critica — figurativo, astratto, impressionista, espressionista ecc. — perché contiene gli opposti. Arriva a collegare questa caratteristica alla coincidentia oppositorum.
E considera l'artista quasi una figura capace di trasportare dal quotidiano al trascendente.
Questa idea è molto distante dalla semplice pittura descrittiva.
La pittura, per lui, sembra avere una funzione di rivelazione: prendere qualcosa di apparentemente ordinario — un paesaggio, una casa, un albero, una barca, dei limoni — e permettere allo sguardo di percepirvi qualcosa che va oltre l'oggetto.
5. E qui La vela rossa diventa molto più interessante
Alla luce di tutto questo, rivedrei completamente il commento che avevamo scritto.
La vela rossa non la leggerei soltanto come "affermazione dell'identità" o come elemento espressionista.
Potrebbe essere qualcosa di più sottile:
un punto di passaggio.
La terrazza è il mondo dell'uomo, costruito, delimitato, geometrico.
Il mare è il mondo aperto, naturale, mobile.
La barca è nel mezzo.
E la vela — attraverso il colore — rende visibile il movimento che mette in relazione questi mondi.
Anche la geometria del pavimento acquista un altro significato: non è necessariamente una contrapposizione fra ordine umano e libertà naturale. Potrebbe essere il luogo da cui l'uomo entra in relazione con il paesaggio.
Questo è molto più coerente con la filosofia di Spada, che insiste proprio sull'interrelazione e sulla non-separatezza dei fenomeni. L'Istituto Uomo e Ambiente parla esplicitamente di superare il contrasto uomo-natura per ritrovare una nuova armonia.
6. C'è un altro elemento che trovo molto bello
Spada parla della bellezza come qualcosa che nasce da relazione, interrelazione, vitalità. In un suo testo recente definisce la creatività come la capacità di passare da uno stato di separazione a uno stato di essere e di relazione.
Questa chiave potrebbe essere straordinariamente adatta anche al tuo modo di raccontare l'opera.
Perché La vela rossa potrebbe essere letta non come un'immagine sul mare, ma come un'immagine sulla relazione con il mare.

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