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martedì 15 settembre 2026

La vela rossa

 


La cosa più importante che emerge è questa: la pittura di Maurizio Spada non va letta semplicemente come pittura di paesaggio, e soprattutto non la definirei naïf o espressionista. Queste categorie rischiano di essere fuorvianti rispetto alla sua stessa concezione dell’arte.

1. La pittura è parte di una ricerca molto più ampia

Maurizio Spada è architetto, pittore e filosofo del rapporto fra uomo, ambiente, bellezza e natura. Nel 1984 fonda a Milano l'Istituto Uomo e Ambiente, con l'obiettivo di costruire una nuova cultura ambientale capace di superare la separazione fra uomo e natura e di ricercare una nuova armonia e una nuova estetica.

Questo è fondamentale per comprendere anche i suoi dipinti.

Non abbiamo, cioè, da una parte l'architetto che ragiona sull'ambiente e dall'altra il pittore che rappresenta paesaggi. Le due ricerche sembrano appartenere allo stesso pensiero.

2. Il paesaggio per Spada non è uno sfondo

Questa è forse la chiave più interessante.

Nel suo scritto dedicato all'Ecosofia, associato a un suo acquerello della Liguria, Spada parla del paesaggio come sintesi di natura e cultura formatasi nei secoli. E collega la bellezza alla capacità di entrare in relazione con il contesto ambientale e umano.

Quindi il paesaggio non è semplicemente qualcosa da osservare.

È una relazione.

E questo cambia completamente anche il modo di guardare La vela rossa: mare, terrazza, balaustra, pavimento, gatto, barca e vela non sono semplicemente elementi della composizione. Sono parti di un sistema di relazioni.

3. La sua idea di pittura è molto precisa

Ho trovato un testo di Spada del 2014 intitolato proprio La pittura. È particolarmente rivelatore.

Parte dalle pitture di Lascaux e sostiene che la rappresentazione della natura nasce da un bisogno umano antichissimo: trascendere il quotidiano ed entrare nella dimensione del senza tempo.

E arriva a una posizione molto interessante: secondo lui, l'ecologia profonda porta a riscoprire la natura anche nella pittura, attraverso mezzi semplici, come acqua e colore.

Questo rende molto più comprensibile la presenza dell'acquerello nella sua produzione: Liguria da salvare è documentato come acquerello su carta del 1993, mentre I limoni di Sergia è un acquerello 40×50.

Ma realizza anche opere a olio, come Il risveglio, olio su tela 50×70.

4. C'è poi una concezione quasi spirituale dell'arte

Questa parte, secondo me, è importantissima se vogliamo parlare della sua pittura in modo veramente profondo.

Spada scrive che la vera arte non può essere completamente rinchiusa nelle categorie della critica — figurativo, astratto, impressionista, espressionista ecc. — perché contiene gli opposti. Arriva a collegare questa caratteristica alla coincidentia oppositorum.

E considera l'artista quasi una figura capace di trasportare dal quotidiano al trascendente.

Questa idea è molto distante dalla semplice pittura descrittiva.

La pittura, per lui, sembra avere una funzione di rivelazione: prendere qualcosa di apparentemente ordinario — un paesaggio, una casa, un albero, una barca, dei limoni — e permettere allo sguardo di percepirvi qualcosa che va oltre l'oggetto.

5. E qui La vela rossa diventa molto più interessante

Alla luce di tutto questo, rivedrei completamente il commento che avevamo scritto.

La vela rossa non la leggerei soltanto come "affermazione dell'identità" o come elemento espressionista.

Potrebbe essere qualcosa di più sottile:

un punto di passaggio.

La terrazza è il mondo dell'uomo, costruito, delimitato, geometrico.

Il mare è il mondo aperto, naturale, mobile.

La barca è nel mezzo.

E la vela — attraverso il colore — rende visibile il movimento che mette in relazione questi mondi.

Anche la geometria del pavimento acquista un altro significato: non è necessariamente una contrapposizione fra ordine umano e libertà naturale. Potrebbe essere il luogo da cui l'uomo entra in relazione con il paesaggio.

Questo è molto più coerente con la filosofia di Spada, che insiste proprio sull'interrelazione e sulla non-separatezza dei fenomeni. L'Istituto Uomo e Ambiente parla esplicitamente di superare il contrasto uomo-natura per ritrovare una nuova armonia.

6. C'è un altro elemento che trovo molto bello

Spada parla della bellezza come qualcosa che nasce da relazione, interrelazione, vitalità. In un suo testo recente definisce la creatività come la capacità di passare da uno stato di separazione a uno stato di essere e di relazione.

Questa chiave potrebbe essere straordinariamente adatta anche al tuo modo di raccontare l'opera.

Perché La vela rossa potrebbe essere letta non come un'immagine sul mare, ma come un'immagine sulla relazione con il mare.


domenica 14 giugno 2026


 Intervista della Di Baio Editori sul libro Il senso ordine dell' architettura 

sabato 7 marzo 2026


 Ancora ci risiamo con la guerra. Quanto a mentalità non è cambiato nulla dai tempi della guerra di Troia fino ai nostri giorni ma purtroppo sono cambiate le armi e i mezzi di distruzione. Che il Regime degli Ayatollà non piaccia a nessuno di noi occidentali dei paesi democratici non può essere una giustificazione per aggredirlo e bombardarlo infischiandosene del diritto internazionale.E' inevitabile desumere che oggi nel mondo vige la legge del più forte  perchè il ricorso alla guerra per risolvere i problemi internazionali    è accettato dall'opinione pubblica anche oggi, sia pure nelle democrazie. Questo accade perchè dentro di noi vi è un "terribile amore per la guerra", citando il titolo di un libro di Hillman. Non sarebbe così se ci fosse un rifiuto generale al ricorso alle armi. Noi assorbiamo questa mentalità bellicista fin da piccoli con i valori propagandati dalle istituzioni, dalla società e dai mezzi di comunicazione di massa. Il ricorso alle armi è inevitabile quando queste vengono costruite ed esaltate sia pure ipocritamente chiamandole armi di difesa. I mass media contribuiscono a questa cultura che accetta la guerra, il fatto stesso che l'aggressione di USA all'Iran riempia i giornali e li faccia vendere vuol dire che questa carneficina allal fine piace. L'industria della notizia plaude. Si inneggia alla pace ma si fa la guerra giustificandola con un nemico da distruggere per la nostra sicurezza, mai raggiunta. Sono i valori che debbono cambiare, se questi sono sempre improntati al raggiungimento del dominio siamo in una situazione drammatica. Sembrava che il femminismo contribuisse a cambiare questi valori ma non sembra stia accadendo con diverse donne al potere. I morti civili sono effetti collaterali al raggiungimento degli scopi prefissati attraverso l'uso della violenza e invece nulla può giustificare la morte di centinaia e migliaia di civili e soprattutto bambini. Le iniziative di pace passano sempre in secondo piano per la stampa come ad esempio la marcia dei monaci buddisti con arrivo a Washington.   

domenica 8 giugno 2025

Nuovo libro



Questo nuovo libro è il condensato di riflessioni sull'architettura nei corsi dell' Istituto. L' amico e allievo Roberto Sacchi, che ringrazio, ha scritto questa recensione.

IL SESTO ORDINE DELL’ARCHITETTURA

di maurizio spada, un testo critico che racchiude l’esperienza di una vita

Leggere questo testo di Maurizio Spada è stato per me come fare un tuffo nel passato.
Personalmente ho avuto la fortuna di conoscere l’autore più di 35 anni fa, frequentando i primi corsi di ecologia in architettura che organizzava al palazzo delle Stelline a Milano e incontrandolo poi per molto tempo.
Non è un romanzo, ma è un pò come se lo fosse; è un dialogo diretto tra maestro e allievo, come possiamo immaginare fosse nell’antica Grecia, tra Aristotele o Socrate o Pitagora e i suoi allievi, dove, tra una domanda e una risposta, escono interessanti spunti di riflessione.
E’ un libro olistico, in cui tra gli argomenti critici di ecologia in architettura e in urbanistica nella società odierna, si intersecano spunti di sociologia, antropologia, storia, arte, letteratura, filosofia, interrelati e coerenti in una scrittura che ricorda i testi di Giancarlo Argan, ma con qualche stimolo in più per la contemporaneità delle riflessioni.
Per chi come me ha conosciuto Maurizio Spada, il Sesto Ordine dell’Architettura rappresenta il riassunto del suo sapere di architetto e filosofo, ma anche di visionario, poichè Spada, per primo in Italia, ha immaginato la direzione che avrebbe preso l’architettura legandosi all’ecologia, cosa che sta accadendo, anche se con qualche distorsione culturale.
Credo che ogni laureato in architettura, con qualche anno di professione, dovrebbe leggerlo, soppesando i concetti e rileggendoli, troverebbe molti spunti su cui riflettere in merito alle proprie scelte progettuali e all’etica con cui ha affrontato il proprio lavoro.
Ma anche un giovane laureato, curioso di continuare ad imparare, troverebbe un metodo di approccio per affrontare il mondo del lavoro con etica e senso critico.
In un certo qual modo questo libro l’ho sentito anche un po' mio, dato che l’allievo con cui dialoga il maestro, porta il mio stesso cognome.




venerdì 26 aprile 2024

Evento celebrativo dei quarant'anni dell'Istituto Uomo e Ambiente

 
Ringraziamo il Comune di Milano che ci ha  concesso il Patrocinio per il nostro evento celebrativo dei quarant'anni di impegno per cambiare paradigma della progettazione urbana e architettonica.

 

Atti del convegno L’educazione ecologica nella morfogenesi urbana. Realizzato in data 6.5. 2024 al Centro internazionale di Brera.

Inizio ore 9.30

L’architetto Sebastiano Coriglione, coordinatore, introduce l’argomento del convegno anniversario dei quarant’anni dell’Istituto Uomoe Ambiente e presenta il primo relatore che è l’assessora all’ambiente del Comune Elena Grandi. Lei dopo i ringraziamenti per l’invito elenca le realizzazioni che il suo assessorato sta portando a termine e le difficoltà relative per rendere più sostenibile e più verde la città di Milano. Il secondo relatore è l’architetto Lidia Arduino, cofondatrice dell’Istituto, che racconta come è nata l’idea di creare una associazione che avesse come scopo quello di contribuire a formare una cultura ecologica per gli architetti e l’architettura. Questo è successo da un incontro con l’arch. Maurizio Spada, attuale direttore, nei primi anni ottanta in una scuola di arti e mestieri a Lissone dove un gruppo di giovani architetti avevano formato una piccola Bauhaus. Questo poi ha influenzato anche la sua professione e la sua attività politica come amministratore di Cusano Milanino. Il terzo relatore presentato da Coriglione è l’architetto, scrittore Marco Guido Santagostino che nel suo discorso ha ricordato principalmente il contenuto del libro La cultura della bellezza, Albeggi editore, di M. Spada che lo ha positivamente impressionato tanto da considerarlo un vademecum per chi vuole cimentarsi con l’architettura, l’urbanistica e il paesaggio. Dopo questo intervento è stato presentato lo sponsor Lorenzo Caimi della ditta Caimi che produce tra l’altro sistemi per l’isolamento acustico, il quale ha esposto con immagini e filmato la realtà della sua azienda fondata dal padre. L’intervento dell’architetto paesaggista Gioia Gibelli, presidente della Casa dell’agricoltura, ha riportato il dibattito sul tema del paesaggio, della bellezza e della necessità di portare la natura nella città affinché anche le giovani generazioni acquisiscano una coscienza ecologica portando come esempio un suo intervento al Parco di Monza. Il quinto relatore è stato l’architetto urbanista, professore al Politecnico di Milano, Antonello Boatti che ha parlato della ipotesi di riapertura dei navigli milanesi con immagini e filmati che hanno illustrato uno studio commissionato al Politecnico dal Comune. L’ultimo intervento è stato quello dell’architetto Maurizio Spada che ha ripercorso la storia dell’Istituto e le finalità che sono ancora molto attuali, costituiscono il contenuto del primo articolo dello statuto e prevedono un ulteriore sviluppo al quale l’Istituto sta lavorando insieme alla sua equipe di specialisti. Si conclude così l’incontro.